Modellismo per musei: quando un borgo ligure entra in un secchiello
Fare plastici per un museo significa accettare una sfida: devono resistere a migliaia di sguardi, alle ditate e all'entusiasmo incontenibile dei bambini. Per l'installazione a La Città dei Bambini e dei Ragazzi di Genova, ho lavorato fianco a fianco con Dadomani Studio su un'idea folle e divertente: un plastico interattivo che unisce la modellazione tradizionale a un pizzico di magia.
L'idea: rimpicciolire il mare
Tutto nasce da un'immagine estiva classica: un secchiello e una paletta dimenticati sulla sabbia. Solo che, guardandoci dentro, l'acqua rimasta sul fondo diventa il mare di un minuscolo borgo ligure. Volevamo creare un dettaglio che costringesse i visitatori a fermarsi, a rallentare e magari a usare una lente d'ingrandimento per scovare i segreti nascosti tra i carruggi e le scogliere.
Dalla resina al banco da lavoro: Per dare l'effetto dell'acqua trasparente senza rischiare che ingiallisca sotto i faretti del museo, ho usato colate di resina epossidica ad alta resistenza.
Ogni singola casetta è stata tagliata, incollata e dipinta a mano. Il trucco qui non era solo farla sembrare vera, ma fare in modo che resistesse strutturalmente all'uso quotidiano di un museo interattivo.
Toccare con mano
Un plastico museale non è un pezzo da teca da guardare da lontano. Abbiamo mescolato sabbia vera e legno a materiali sintetici, studiando le texture per far sì che l'illusione ottica reggesse anche a pochi centimetri dal naso. Vederli lì, i bambini, incollati al vetro a cercare i dettagli più nascosti, è la prova che il modellismo fatto a mano ha ancora un potere pazzesco per raccontare storie.
Hai un progetto in mente o uno spazio da raccontare?
Creo plastici e modelli interattivi su misura per musei, studi e installazioni, seguendo tutto il processo: dal primo schizzo sul taccuino fino all'ultimo ritocco di colore.
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