La passione per le storie impresse nei luoghi è qualcosa che spesso si eredita. Nel mio lavoro di prop maker, miniaturista e set designer cerco sempre di dare un’anima agli spazi, ma la mia prima scuola "estetica" l’ho vissuta in famiglia, osservando lo sguardo artistico di mio padre, Pietro Trivelli.
Crescere a Milano significa essere circondati da una bellezza dinamica, ma c’è un lato della città più nascosto, fatto di memorie del lavoro, geometrie e luci che filtrano da grandi vetrate. È quel mondo sospeso che mio padre cattura da trent'anni sulle sue tele nella sua bottega Decoreria in via Casoretto a Milano, che oggi voglio raccontarvi.
I quadri sui tram di Milano e l'archeologia industriale
Mentre io allestisco set e scenografie che molto spesso sono temporanee, la pittura di mio padre ferma il tempo. I suoi soggetti preferiti nascono da luoghi intrisi di storia milanese: le officine dismesse, i depositi e le fabbricate abbandonate. Nei suoi quadri l'architettura industriale perde la sua rigidità e diventa poesia, scandita da prospettive ritmate e finestroni quadrettati.
Il simbolo di questa ricerca sono i tram storici della nostra città. Se anche voi subite il fascino di questi giganti di ferro, vi invito a scoprire la sua collezione di quadri e dipinti sui tram di Milano, dove i vagoni storici vengono ritratti nei momenti di riposo all'interno dei depositi ATM, avvolti da luci soffuse e pennellate decise.
I dipinti delle fabbriche milanesi dismesse
Un altro filone fondamentale del suo percorso è il recupero visivo dei luoghi abbandonati dell'hinterland milanese e lombardo. Strutture come la ex fabbrica Richard Ginori a Laveno-Mombello o le officine milanesi prendono nuova vita attraverso l'uso del colore acrilico. Opere come “Lucernario” o “Antiche Memorie” non sono semplici riproduzioni, ma veri e propri racconti di archeologia industriale.
Potete esplorare l'intero catalogo delle opere d'arte originali, complete di dettagli su dimensioni e ispirazioni, direttamente nella sezione dedicata ai quadri di edifici abbandonati.
Cosa unisce la pittura contemporanea al set design?
La risposta è la gestione dello spazio e della luce. Guardare mio padre dipingere i riflessi sulle pareti scrostate dei depositi mi ha insegnato a guardare il "vuoto" con occhi diversi, a capire come la luce piova sugli oggetti trasformando l'atmosfera di un ambiente.
L'arte è un dialogo continuo che attraversa le generazioni e che, nel nostro caso, si esprime nel profondo amore per l'identità visiva e storica di Milano.
Scopri da vicino le opere di Pietro Trivelli
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